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Fonte: Civonline.it

24.01.2020
RicattÚ imprenditore: donna vicina† ai Casamonica condannata a 3 anni e 8 mesi

TARQUINIA – È stata condannata a tre anni e otto mesi, con tanto di interdizione dai pubblici uffici e condannata al risarcimento dei danni per la parte civile (da liquidare in separato giudizio) per cinquemila euro di provvisionale oltre al pagamento delle spese legali.
Riconosciuta in pieno l’attività investigativa della Polizia di Tarquinia che nel luglio scorso aveva arrestato in flagranza di reato una 41enne romana, vicina alla famiglia Casamonica, con l’accusa di estorsione nei confronti di un imprenditore locale del quale era prima diventata amante e poi con l’aiuto di un complice lo ricattava chiedendogli continuamente denaro. 
Ieri mattina, presso il tribunale di Civitavecchia, si è svolta l’udienza per la parte civile con la parte offesa rappresentata dall’avvocato Paolo Pirani. Il giudice, dottoressa Paola Petti, ha di fatto riconosciuto la gravità dei fatti contestati alla donna, D.R. le sue iniziali, infliggendole una pena anche superiore a quella richiesta dal pm Migliorini, (ieri presente in aula la dottoressa Zavatto) che aveva chiesto per l’imputata due anni e due mesi.
L’avvocato Paolo Pirani ha dato rilevanza al fatto emotivo e alla forte preoccupazione che ha vissuto l’imprenditore costretto a subire pressioni, trovando da parte del giudice il pieno riconoscimento dei fatti contestati. Il giudice Petti ha infatti fatto una valutazione in termini di gravità della condotta della donna pienamente collimante con l’impianto accusatorio.
Il fatto, come detto, risale al luglio scorso, quando la donna è stata arrestata dagli agenti del vice questore Daniele Manganaro. Dopo aver intrattenuto una relazione sentimentale con l’imprenditore di Tarquinia, la 41enne aveva iniziato a ricattarlo chiedendogli denaro in cambio del suo silenzio sulla relazione extraconiugale. La tecnica estorsiva veniva messa in atto dalla donna mediante continue richieste di soldi. La pressione esercitata verso la vittima e le continue richieste di denaro, avevano portato l’imprenditore, esasperato, a sporgere denuncia presso il Commissariato di Polizia, soprattutto perché stanco di sopportare le intimidazioni, consistenti in atti violenti sia nei suoi confronti sia nei confronti dei suoi famigliari. Gli aguzzini, sfruttando soprattutto la loro inclinazione a delinquere e la loro asserita appartenenza a gruppi criminali ben conosciuti nella capitale, quali appunto la famiglia Casamonica, come già accaduto per altri malcapitati, avevano iniziato ad incalzare la vittima fino a dare fondo alle sue risorse economiche. La donna e il suo complice si sono recati a Tarquinia per riscuotere la somma di 500 euro quale acconto della cifra totale richiesta che toccava le 30mila euro; una cifra che, in situazioni analoghe, poi lievitava all’infinito. Gli investigatori del Commissariato di Tarquinia, avevano però predisposto un servizio di osservazione che si era concluso con la consegna controllata del denaro, riuscendo così a documentare lo scambio della somma richiesta e ad arrestare la donna nell’immediatezza del fatto, quando cioè la 41enne, accompagnata dal suo complice, si era incontrata con l’imprenditore denunciante sul lungomare di Tarquinia lido, nei pressi di un bar. L’imprenditore, come previsto aveva consegnato le banconote e poi se ne era andato. La donna e il complice erano poi stati bloccati e perquisiti dai poliziotti dopo che si erano diretti nella loro auto. Davanti all’evidenza, i due non avevano potuto fare altro che ammettere la loro colpa. 
 

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